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Mar, 18/10/2005

I Martedì di San Domenico

Beatitudini

Alberto Maggi OSM, direttore del Centro Studi Biblici "G. Vannucci", inaugura la meditazione con una duplice domanda: quante sono le beatitudini? e quali? In verità quasi nessuno le ricorda a memoria, perché se ne ha una percezione vaga e spesso distorta. Il motivo è forse che per molti secoli si leggevano solo nella traduzione latina, che non fa giustizia della pregnanza del testo originale di Matteo e induce allo sconcerto (possibile che Gesù dichiarasse "beati" i poveri e gli oppressi?). Le beatitudini sono 8 (8 è la cifra del primo giorno dopo la settimana e simboleggia la resurrezione di Gesù) e il passo evangelico è formato da 72 parole (72 è il numero delle nazioni pagane allora conosciute): già questi semplici dati testimoniano dell'accuratezza con cui venne trascritto il discorso di Gesù, un discorso che si riteneva rivolto a tutti i popoli. La prima beatitudine - che è condizione di tutte le altre - dichiara beati i poveri di (nello, per lo) spirito. Le varianti di traduzione corrispondo a variazioni di senso: la preferibile è oggi da ritenersi "per lo spirito", cioè: beati coloro che liberamente scelgono la condizione di povertà. Gesù quindi non esalta la povertà (che s'intenderebbe premiata, per compensazione, nell'altra vita), bensì coloro che la scelgono volontariamente per equilibrare la disparità di condizioni di vita. Il loro premio è il "regno dei Cieli", qui e ora, non nell'al di là ("regno dei Cieli" equivale a "regno di Dio", un modo di nominare Dio senza farne il nome). Dunque Gesù esordisce dichiarando "beati" (in Terra) gli uomini che si sentono responsabili degli altri. Le tre beatitudini successive (afflitti, miti, affamati di giustizia) richiamano condizioni di sofferenza che, in conseguenza della beatitudine dei poveri per lo spirito, troveranno piena consolazione, e cioè l'eliminazione alla radice delle cause della sofferenza. L'uomo nuovo in questo modo profilato si riflette nelle beatitudini 5, 6 e 7 (misericordiosi, puri di cuore, costruttori di pace) riferentisi ad attività/atteggiamenti che rendono riconoscibili una persona (dunque non occasionali ma per abitudine, per scelta). La ricompensa che li aspetta è una vicinanza sempre più stretta a Dio. E infine, a chiudere il cerchio apparentemente paradossale aperto con i poveri per lo spirito, Gesù dichiara beati i perseguitati a causa della giustizia: di loro è il "regno dei Cieli", Dio è dalla loro parte.
Cristiano Alviti, le cui grandi tele, realizzate insieme al fratello Patrizio, addobbano per una sera le pareti del Salone Bolognini, spiega brevemente la scelte tematiche (scene con bambini africani) e stilistiche (quadri ad acrilico acquarellati) nonché lo spirito dell'impresa, che prevede una mostra finale a Castel Sant'Angelo e la donazione delle tele a un'associazione benefica.
Michele Campanella, pianista di fama internazionale, considerato in particolare uno dei maggiori interpreti lisztiani, chiarisce i presupposti del programma che va ad eseguire insieme a Monica Leone: partendo dall'incompiuta Arte della fuga di J.S. Bach (caposaldo implicito o esplicito di gran parte della musica occidentale) Ferruccio Busoni ha l'ardire, nel 1922, di concludere il capolavoro interrotto sovrapponendosi quasi indistintamente a Bach per completare la terza fuga e poi inventare potentemente la quarta. L'anacronismo di Busoni - che sceglie la polifonia quando la musica del XX secolo va in tutt'altra direzione -, se confrontato con il tardivo ritorno/attenzione di tanti grandi (Mozart, Rossini, Beethoven...) al fugato, pone forse un interrogativo: perché tutti, a un certo punto, tornano alla polifonia, a questa forma così severa? non sarà che, quando si vuole passare dal sentimento al sublime, occorre un linguaggio, e il linguaggio del sublime è appunto la polifonia? Campanella non si dà una risposta, ma, insieme a Monica Leone, siede al piano e interpreta meravigliosamente Bach e soprattutto la Fantasia contrappuntistica di Busoni, fornendo in tal modo più di un indizio.

 

Partecipanti: 

Alviti Cristiano
Alviti Patrizio
Campanella Michele
Leone Monica
Maggi Alberto

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