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Mar, 04/12/2007

I Martedì di San Domenico

 

Giuda

La necessità del tradimento

 

Sommersi dalla storia, salvati dal Parola. Giuda, colui che mette a nudo il cuore dell'uomo ponendolo davanti alla scelta se scegliere o voltare le spalle al Figlio dell'uomo. Ma chi è Giuda? don Valentino Bulgarelli, docente alla Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna, volto giovane e pur notissimo della Chiesa bolognese, ha individuato tre traiettorie da percorrere: l'ascoltare, il vedere, il ricordare. L'ascoltare. I vangeli ci dicono che egli era uno dei dodici discepoli ed i sinottici concordano nel dire che egli tradì Gesù. Se l'evangelista Matteo è l'unico ad affermare il suo pentimento, per Giovanni Giuda è il ladro (Gv. 12,6) che si scandalizza alla vista dell'olio profumato impiegato per ungere i piedi di Gesù, anziché venduto per soccorrere i poveri. Gesù, a sua volta, chiama Giuda amico nel momento dell'arresto (Mt. 26,50), anche se, in precedenza, lo aveva definito figlio della perdizione o diavolo. Il vedere, una delle vie della fede. Nei vangeli si vede il bacio del tradimento che segna il distacco di un uomo dal suo Salvatore. Infine, il ricordare che si concretizza nel bivio rappresentato da Giuda e da Pietro, ma anche nel tenere a mente che Giuda non è stato predestinato al tradimento: Gesù, sino all'ultimo istante, offre la Salvezza anche ai cuori più duri. La figura di Giuda è anche una metafora che si riverbera nella storia: essa, come ha illustrato la storica Marina Caffiero, rappresenta il tradimento per eccellenza che ha permesso, per secoli, di gettare sul popolo ebraico l'accusa di deicidio. Storicamente Giuda è il traditore ebreo nemico di Cristo e dei cristiani, il progenitore dei "perfidi giudei", di coloro che stravolgono la vera fede ostinandosi in una fede sbagliata. Secondo Sant'Agostino gli ebrei dovevano erano testimoni necessari della verità del cristianesimo: il loro esserci, però, era legato ad una condizione di degrado causata dal rifiuto del Cristo. Il binomio tolleranza-persecuzione si concretizza nel ghetto il cui scopo era di controllare l'odio giudaico. Con esso si apre la strada ad ogni tipo di stereotipo e di falsificazione possibile nei confronti del popolo ebraico ad iniziare dalla diceria dei riti di sangue le cui vittime erano bambini cristiani o dell'ebreo portatore immune di malattie. Ebrei come stregoni che compivano atti di infanticidio rituale per replicare la passione di Cristo: si coagula, quindi, l'ossessione del complotto anticristiano che giunge sino ad oggi. Oltre a ciò, traditore è pure l'ebreo convertito, visto con diffidenza dai cristiani e con disprezzo dagli ebrei in quanto il neofita poteva formalmente offrire alla chiesa cattolica i propri familiari anche se non consenzienti. Traditori del proprio ambiente che hanno nell'emblematica vita di Celeste Di Porto, giovane e bella ebrea romana che denunciò per lucro i suoi correligionari e familiari, un "Giuda" al femminile: scontò pochi anni di prigione, si convertì al cattolicesimo nel 1948. Fu una salvata ma, per citare le parole di Primo Levi, fu anche una sommersa. Come tutti noi. Le immagini del film di Paolo Benvenuti su Gesù restituiscono, infine, domande che si concretizzano in fotogrammi a cui il regista non può rispondere che con un'altra domanda: perché fu scelto Giuda?
Domenico Segna

 

Partecipanti: 

Benvenuti Paolo
Bulgarelli Valentino
Caffiero Marina

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