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Mercoledì all'Università
Giornata di riflessione ebraico-cristiana 2010
"Ricordati del sabato per santificarlo" (Es 20,8)
il riposo di Dio e dell'uomo in Israele e nella Chiesa
Da molti anni, la "Giornata dell'Ebraismo", originariamente "Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo religioso ebraico cristiano", è stata seguita a Bologna dall'attenzione di diversi soggetti impegnati nella ricerca e nella pratica ecumenica. La giornata è collocata infatti esplicitamente in rapporto alla "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani", nella data che la precede. Grazie alla felice collaborazione nata alla fine degli anni '90 fra l'allora "Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR) Santi Vitale e Agricola", ospitato dalla Chiesa Universitaria di San Sigismondo, e il SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), attorno al 17 gennaio di ogni anno si offre agli studenti e alla città un'occasione di riflessione che ha di fatto accompagnato l'evolversi della giornata stessa in Italia - e nel piccolo contesto bolognese - delle stesse istituzioni che ne avevano precocemente colto e proposto il rilievo. La nascita della "Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna" nel 2005 ha reso possibile il patrocinio di un' importante istituzione accademica (che ha assorbito l'ISSR), mentre il rapporto con San Sigismondo si precisava per questa giornata all'interno dei "Mercoledì all'Università". Si deve osservare innanzitutto il progressivo passaggio da un contesto di riflessione interecclesiale e interreligiosa ad un contesto di dialogo, che ha visto l'avvio di una collaborazione fra la commissione della CEI per l'ecumenismo e il dialogo e l'assemblea rabbinica italiana. Nel 2006 iniziò la serie di giornate che in un decennio avrebbero coperto a due voci l'approfondimento del Decalogo. Questo itinerario ha subito, come è noto, un' interruzione nel 2009, in rapporto alla questione sollevata dalla "nuova" preghiera per gli ebrei introdotta nel "vecchio" rituale della liturgia del venerdì santo secondo il messale di Pio V, concesso a determinate condizioni nel 2007. La discussione su questa preghiera, che suonava per le comunità ebraiche italiane come una regressione cattolica su posizione proselitistiche nei confronti degli ebrei, ha portato - dopo la sospensione di un anno - ad una rinnovata decisione comune di collaborazione nell'autunno del 2009 e alla ripresa della celebrazione comune della giornata il 17 gennaio 2010, anche in rapporto con la visita del vescovo di Roma, il papa Benedetto XVI, al Tempio maggiore, la sinagoga di Roma. Tale ripresa si pone in rapporto stretto con la fase precedente, proponendo la riflessione sul comandamento al quale doveva essere dedicata la giornata del 2009 : "Ricordati del giorno di sabato per santificarlo" (Es 20,8). A Bologna è stato quindi possibile invitare quest'anno ad una riflessione Comune, il rabbino capo della comunità ebraica bolognese, rav Alberto Sermoneta, e il professor Francesco Pieri, docente di Patrologia e Storia della Chiesa antica presso la FTER. I due relatori si sono confrontati con la tematica, proposta con il sottotitolo "Il riposo di Dio e dell'uomo in Israele e nella Chiesa", e hanno potuto presentare ciascuno i termini salienti dell'applicazione al comandamento per l'essenza dello Shabbat nella tradizione ebraica e per l'emergere della centralità della Domenica (giorno del Signore) per la tradizione cristiana. Con la moderazione della professoressa Carla Salvaterra, docente di Papirologia presso l'Alma Mater, temi significativi della spiritualità e della teologia del giorno del riposo sono stati collocati in feconda interazione con note di carattere storico. Il pubblico si è quindi trovato nelle condizioni di misurarsi con i dati fondamentali di una pratica comune al centro della percezione personale e comunitaria del tempo, mentre una subalternità apparentemente inarrestabile al flusso indifferenziato delle attività produttive sembra annullare per tutti - ebrei e cristiani - ogni distinzione fra i tempi del vivere.


