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Mar, 11/04/2006

I Martedì di San Domenico

Sotto la mano di Dio

Siria ed Iran tra religioni e società

 

Alberto Melloni, che insegna Storia Contemporanea a Modena-Reggio Emilia, introduce i libri Tra lo scià e Khomeini. Un'utopia soppressa(Jouvence 2006) e Il minareto di Gesù (Il Mulino 2005), correlati da un'analoga esperienza di viaggio e da uno sguardo che oltrepassa i pre-giudizi determinati dalla tv (vero albero mediatico della conoscenza). In quei mondi abitano persone (comprese minoranze cristiane) e gli autori hanno avuto la ventura e la bravura di occuparsene in maniera non strumentale.
Riccardo Cristiano, vaticanista Rai, per dieci anni corrispondente dal Medio Oriente, presenta la figura di Ali Shari`ati (1933-1977): filosofo iraniano, formatosi in Francia e ispiratosi anche al cattolico Massignon e all'ateo Fanon, elaborò l'idea di una società che, attraverso il linguaggio religioso (Islam come unica via), comunicasse con il popolo e introducesse cambiamenti sociali. Per lui i tre monoteismi sono le uniche religioni che parlano agli umili e quindi gli umili devono entrare in contatto con la parola di Dio e interpretarla. Era un fondamentalista marxista mistico, un pensatore schizofrenico (attratto dall'Occidente, detestava la colonizzazione culturale), un pensatore in cui, dopo l'esperienza parigina, si acuisce il rapporto confliggente tra insurrezionalismo e rinuncia alla lotta armata. Una grande sofferenza interiore che gli fece ritenere disastroso il golpe di Khomeini. L'attuale emergenza-Iran è in parte giustificata (Amadinejad è laico eppure pericoloso, più degli ayatollah), però negli ultimi cinque anni qualcosa è cambiato in quelle terre: non solo si è acuito il risentimento contro l'Occidente, ma è maturata l'esigenza di cambiare chi dirige la loro società, tanti non ne possono veramente più dei loro regimi. E più di tutte la società persiana ha una complessità che va compresa e interpretata.
Stefano Cammelli, che insegna Storia Contemporanea a Bologna ed è titolare di Conway Viaggi di Cutura, racconta una serie di incontri in Siria, da cui ha tratto l'impressione che il Vicino Oriente è un concentrato di umanità con mille tendenze, tutte simili e tutte diverse. Damasco, in particolare, ospita una società talmente frammentata che ha prodotto una sorta di miracolo: i francesi del dopo Napoleone riferivano di una città iperfanatica, ma il formarsi prima di una nazione turca e poi di una israeliana riversarono in Siria migliaia di esuli che a poco a poco hanno dato vita a una convivenza di culti, a una coabitazione non conflittuale. A Damasco i Cristiani non sono riconoscibili, si mescolano agli altri, l'immagine di Dio che domina è quella del Buon Pastore, valida per tutti i credenti. I Cristiani in Siria sono l'ultimo bastione che dimostra che non c'è nessuna crociata in corso, sono un messaggio di speranza politica, un'immagine di pace.

 

Partecipanti: 

Cammelli Stefano
Cristiano Riccardo
Melloni Alberto

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