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“Souvenirs d’Italie è un percorso fotografico che trova le proprie origini negli appunti di viaggio di Stendhal, in particolare in Roma, Napoli e Firenze. Il progetto nasce in occasione della collaborazione con la rivista FMR, che ci commissiona un grand tour attraverso queste tre città-simbolo del nostro paese. Da qui l’idea di tracciare non un vero e proprio reportage, ma un percorso ideale, raccontando ogni città-simbolo attraverso le sue icone: i suoi souvenirs. Viaggiando, il souvenir ci mostra la facciata ideale, quasi pubblicitaria, della realtà che rappresenta. Monumenti e panorami vengono scolpiti nell’immaginario pubblico da artigiani che da sempre imitano e svendono i propri luoghi ‘arricchendo’ il soggetto riprodotto con il proprio stile, le contaminazioni estetiche e la moda del periodo in cui lavorano. In questo modo capolavori senza tempo come il David, nella trasposizione turistica, non solo diventano goffi uomini di terracotta o muscolosi atleti di bronzo, ma ci trasmettono il cambiamento e la trasformazione di un’Italia apparentemente immutata, incapace di liberarsi dalle proprie rappresentazioni e dai propri clichés. Souvenirs d’Italie indaga il rapporto tra viaggiatore e souvenir, cogliendo con ironia il sottile ma percettibile mutamento nel rinnovato sguardo dell’osservatore un tempo rapito da una riproduzione in lega del Colosseo e oggi immortalato dal cellulare davanti al Ponte Vecchio, e mostrando il souvenir nel suo contesto reale. Fotografato nell’ambiente domestico, il souvenir ci mostra una nuova tappa, forse quella finale, del suo viaggio”.Luciano Paselli (1983) e Matteo Tommaso Petri (1981), nati a Bologna, si conoscono attraverso la rete che divide i loro giardini quando hanno rispettivamente quattro e sei anni. Da allora, ci raccontano, condividono la passione per gli oggetti, collezionando qualsiasi cosa li incuriosisca per soggetto, forma, design. Gli studi e il lavoro spesso li separano: Luciano studia arte contemporanea al Dams, segue diversi corsi di tecnica fotografica e si specializza in fotografia di teatro, mentre Matteo si laurea in ingegneria informatica, non trascurando l’amore per la musica e avvicinandosi alla fotografia digitale, affascinato dalla possibilità di elaborare un’immagine come la tela di un quadro. Il loro punto di incontro e discussione rimane la ricerca fotografica; i soggetti preferiti sono oggetti raccolti in cui si identificano. Attraverso “la serializzazione e la trasformazione quasi compulsiva dell’oggetto” ricercano con la fotografia “lo sfasamento tra la realtà conosciuta e un immaginario fantastico e non stereotipato”.Dal 2006 a oggi hanno partecipato a diverse mostre collettive e personali oltre che con il progetto Souvenirs d’Italie, anche con Simbionte: ipotesi di mutualismo museale, per Gemine Muse 2009 (a cura di Karin Andersen, Museo Davia Bargellini, Bologna), Amici d’infanzia, CFDA [ChiareFrescheDolciAcque] e Divani.www.petripaselli.com