» Emanuela Ascari
“Un lento percorso di avvicinamento alla terra. Al lavoro, nei suoi diversi sviluppi, è sotteso un pensiero ecologico che vede la materia attraversata da forze vitali e l’uomo in relazione inscindibile con il proprio ambiente, pensiero dal quale elaborare pratiche di osservazione e interazione con il territorio. Nulla è forma chiusa e immutabile, tutto è manifestazione temporanea di un processo. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. È in quest’ottica che una particolare attenzione è rivolta agli scarti, rifiuti, resti, l’altra parte della produzione e del consumo, tracce di accadimenti, fino a rivolgersi a interi spazi residuali.Ogni lavoro si realizza come processo, sviluppato per fasi, prendendo a prestito il fare dell’archeologo o dell’investigatore, come metodo d’indagine per penetrare gli strati di tempo, per recuperare e archiviare reperti e allo stesso tempo riconnettersi con l’elemento terra, in una tensione verticale che porta ad agire sul territorio con le mani (raccogliere, pulire, scavare) oltre che con i piedi (attraversare, esplorare). Nella pratica dello scavo si recupera un contatto diretto, una relazione 1:1 con la materia e col tempo. Oltre ad essere un atto scultoreo che crea o semplicemente rende visibili forme per via di levare.Un ritorno alla terra come necessità di sopravvivenza e atto culturale, che meglio si manifesta nel progetto di agricoltura biodinamica (Solo la terra può unirci al cielo) dove la materia è attraversata da forze vitali: ciò che è vivo ha bisogno di ciò che è vivo. E nell’ultimo lavoro realizzato, Estrazioni, dove la materia estratta da uno scavo viene osservata in un lavoro di individuazione minuziosa di ogni elemento che la compone, come riappropriazione di una conoscenza e di quel senso di appartenenza andato perduto in anni di allontanamento da questa materia vitale. Un’esplorazione e rielaborazione del rapporto dell’uomo con la natura di cui è parte, tra cultura ed ecosistema, e della stretta connessione tra landscape e mindscape, tra paesaggio concreto e struttura del pensiero”.Con queste parole Emanuela Ascari (Sassuolo, 1977), definisce il suo lavoro. Laureata al Dams di Bologna, successivamente consegue il Master Paesaggi Straordinari. Paesaggio Arte Architettura, del Politecnico di Milano e Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. Attualmente frequenta il corso di formazione avanzata per giovani artisti dell’Emilia Romagna Il mestiere delle arti. Recentemente ha esposto a Casabianca (Zola Predosa, Bologna) in Cesare Viel, Sabrina Torelli, Emanuela Ascari; inside/OUTSIDE, galleria Metronom Modena; “Il Mestiere delle Arti”. Here we are. Il luogo è sempre specifico, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Palazzo Massari, Ferrara; My favourite things, Galleria Contemporaneo, Mestre. Nel 2009 è vincitrice del premio Iceberg ‘09 per la sezione Arte Pubblica e partecipa a Strade BluArte 2009, Villa Smeraldi, Museo della civiltà contadina, San Marino di Bentivoglio (BO) e a Festival della bassa risoluzione. Esperimenti spaziali nella città, Bari.
emanuela.ascari@gmail.com